Grafico e Matrice del Rischio

Termini e definizioni

Partiamo da alcune definizioni, nate nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro ma che saranno utili per capire la gestione del rischio in molti settori compreso quello relativo al rischio Covid-19:

Rischio e danno

Pericolo e Rischio nel linguaggio comune hanno significati che a volte sono sinonimi.

Dal vocabolario italiano:

PERICOLO: periglio, azzardo, rischio, minaccia, repentaglio (periculum, discrimen)

RISCHIO: pericolo, azzardo, cimento, alea (periculum, discrimen, alea)

I due concetti vanno invece distinti e a ciascuno attribuito un preciso significato.

E’ una precisazione terminologica essenziale per descrivere il concetto della “valutazione del rischio”

Pericolo

Potenziale fonte di lesione o danno alla salute

Il termine “pericolo” può essere qualificato al fine di definire la sua origine (per esempio pericolo di natura informatica) o la natura del danno potenziale (per esempio pericolo di perdita dei dati, pericolo di furto delle informazioni).

Rischio: (pericolo + esposizione)

Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione ad un determinato fattore o agente, oppure alla loro combinazione;

Danno: (rischio + evento scatenante)

Danni fisici, morali, economici

È opportuno ricordare come la gestione del rischio nel senso ampio del termine è ormai trattata in molti settori (disciplina del risk management), non solo al settore della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Grafico del rischio

Il rischio R può essere ricondotto al prodotto di due grandezze probabilistiche:

P: probabilità = la frequenza con cui un determinato evento si può verificare.

D: danno = magnitudo delle conseguenze; entità del danno che subisce il lavoratore

(m può essere espressa come una funzione del numero di soggetti coinvolti in quel tipo di pericolo e del livello di danno ad essi provocato.)

Danno= Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’eventi (UNI-11230 – Gestione del rischio)

Al posto del termine “danno” si usa spesso il termine “Gravità delle conseguenza che si verificano al concretizzarsi del pericolo”

R = PxD è raffigurabile in un grafico avente in ascissa la gravità del danno atteso ed in ordinate la probabilità del suo verificarsi.

Nella letteratura è possibile trovare la formula R = PxD nella equivalente formula R = FxM

E’ possibile ridurre il rischio in due modi:

  • Interventi di Prevenzione: mirano alla riduzione della probabilità di accadimento dell’evento
  • Interventi di Protezione: mirano a ridurre il danno senza intaccare la probabilità di verificarsi dell’evento.

E’ utile ricordare come, in ambito di sicurezza nei luoghi di lavoro, il D.lgs. 81/08 indica le seguenti priorità:

  1. Riduzione dei rischi con interventi di prevenzione
  2. Riduzione dei rischi attraverso dispositivi di protezione collettiva
  3. Riduzione dei rischi attraverso dispositivi di protezione individuale (DPI)

Rivediamo il grafico precedente da un altro punto di vista.

Indichiamo con:

Rc: Rischio calcolato con la formula R=PxD

Ra: Rischio accettabile

Nel grafico seguente, al fine di ricollegarci con i termini usati precedenti, indichiamo R1= Ra; R2=Rc; f=P e m=D

Come si può vedere dal grafico, l’obiettivo generale è, attraverso interventi di prevenzione e protezione, di abbattere la curva del rischio al disotto del rischio accettabile.

La valutazione dei rischi viene effettuata in relazione alla tipologia dei pericoli identificati utilizzando metodologie di analisi che consentano di stimare la probabilità con cui un determinato evento si può verificare (P) e le conseguenze associate ai pericoli (D).

Su tale base viene poi identificata la necessità di adottare eventuali provvedimenti atti a rimuovere e/o attenuare i rischi.

Il livello di rischio associato ai pericoli-situazioni identificate può essere valutato in modo qualitativo, quantitativo o semiquantitativo.

Vediamo un esempio di tipologia di valutazione di tipo semiquantitativo.

In alcuni casi studi di settori, relativi alla valutazione dei rischi si vedranno lievi differenze nella estensione dei valori attribuiti alla probabilità, anche se il concetto rimane immutato ad esempio nel documento INAIL che presenta una metodologia di valutazione integrata del rischio Covid-19 in ambienti di lavoro abbiamo questi valori applicabili alla variabile “Esposizione”:

0 = probabilità bassa

1 = probabilità medio-bassa

2 = probabilità media

3 = probabilità medio-alta

4 = probabilità alta

L’interpretazione da dare alla definizione (Lieve, Medio, Grave, Gravissimo) dipende ovviamente dal settore a cui si applica la definizione, a titolo di esempio, ecco il classico caso dei danni nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro. In alcuni casi, al posto di livello del danno si usa l’espressione “Livello di impatto”

 

Priorità d’intervento

Moltiplicando tra loro il valore della probabilità di accadimento e della gravità del danno si ottiene un indice di priorità arbitrario variabile da 1 a 16 che aiuta soltanto ad identificare la necessità e l’urgenza di adottare eventuali provvedimenti atti a rimuovere e/o attenuare i rischi.

Esempio di Matrice del Rischio R=PxD

D 

P

Lieve Medio Grave Molto Grave
Molto Probabile 4 8 12 16
Probabile 3 6 9 12
Poco probabile 2 4 6 8
Improbabile 1 2 3 4

I rischi maggiori occuperanno le caselle in alto a destra (danno molto grave, molto probabile)

I rischi minori occuperanno le caselle in basso a sinistra (danno lieve, improbabile)

La valutazione numerica e cromatica del rischio permette di identificare una scala di priorità degli interventi

R > 9 Rosso = Rischio alto (azioni correttive indilazionabili)

≤ ≤ 9 Arancio = Rischio medio-alto (azioni correttive da programmare con urgenza)

2 < ≤ 4 Giallo = Rischio medio-basso (azioni correttive da programmare nel breve medio-termine)

≤ ≤ 2 Verde = Rischio basso (azioni correttive da programmare con minore urgenza)

Esempi (applicato al settore sicurezza nei luoghi di lavoro):

“in piscina sul fondo (dove si tocca) ci sono dei cocci di vetro!”

La probabilità, la frequenza con cui chi frequenta la piscina tocchi il fondo (dove si tocca) è alta.

La persona che cammina sui cocci di vetro si ferisce; l’entità del danno è grave

• Probabilità di camminare sul fondo caduta P=4

• Danno subito dal vetro D=3

• Rischio R = P x D = 12

Aree collegate: Emergenza Covid-19  e Prevenzione

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